La pioggia incess:ante di questi giorni mi ha fatto tornare in mente una bella canzone di Pacifico, che dice così (il video è, naturalmente, su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=otkqd1p6p64):
Fine, fine, pioggia di piccole spine,
dal cielo velato cadute, spruzzate, paracadutate.
Fine, fine, che allaga tombini e cantine,
in piccole pozze riunite, adunate, a due piedi saltate.
Scendi lentamente, portale i miei saluti più sinceri,
batti piano sui vetri e sciogli i dispiaceri.
Scendi piano piano, che ti senta arrivare da lontano,
che abbia tempo per riparare, rifiatare.
Fine, fine, pioggia e corone di spine,
nel cielo imbiancato con cura intrecciate, ad ognuno assegnate.
Fine, fine, cadono grani e perline,
in queste mattine d'estate infiammate a lungo invocate.
Scendi lentamente, portale i miei saluti gentilmente,
lascia che si riposi e non le manchi niente.
Scendi piano, piano, gocciolando sul viso e sulla mano,
vai dovunque per rinfrescare, dissetare.
Vieni ad aiutarmi,s o che puoi ascoltarmi.
Vieni prima che sia tardi.
Scendi lentamente, dopo tanto calore, finalmente
si riprende respiro e non si sente niente.
Scendi piano, piano, temporale passato e già lontano,
che possiamo dimenticare, riposare…
11.04.2008
10.19.2008
An dro 3 - varianti
Altre due varianti dell’An Dro sono Hanter Dro e Danse Trikot.
Hanter Dro (mezzo cerchio): i passi a sinistra sono uguali a quelli dell’An Dro, mentre verso destra si esegue solo un passo con chiusura. Le braccia non si muovono: ciascun ballerino appoggia l’avambraccio destro sull' avambraccio sinistro del vicino, formando una catena.
Danse Trikot è composta da An dro e Hanter dro. Ci si tiene per i mignoli come nell’An dro e nella parte di Hanter dro ci si lega a catena senza lasciare i mignoli.
Hanter Dro (mezzo cerchio): i passi a sinistra sono uguali a quelli dell’An Dro, mentre verso destra si esegue solo un passo con chiusura. Le braccia non si muovono: ciascun ballerino appoggia l’avambraccio destro sull' avambraccio sinistro del vicino, formando una catena.
Danse Trikot è composta da An dro e Hanter dro. Ci si tiene per i mignoli come nell’An dro e nella parte di Hanter dro ci si lega a catena senza lasciare i mignoli.
An Dro retourné
An Dro retourné (o chench'tu) è una variante dell'An dro: i ballerini eseguono la prima parte (16 tempi) come un An Dro normale, poi altri 4 tempi in cui le braccia alla fine del movimento vanno in alto e poi in basso. Nella seconda parte i ballerini avanzano per 2 tempi, battono le mani, si girano, vanno verso l'esterno, battono di nuovo le mani, si girano e ripetono per tre volte.
An dro 2: Kas a barh
L’An Dro può essere anche ballata in coppia, secondo schemi diversi a seconda del paese. In questo caso prende il nome di Kas a barh.
An dro
L'An Dro è una danza francese, originaria della regione del Morbihan. Il suo nome significa cerchio, ronda. Può essere ballata in cerchio, in formazione a catena oppure a coppie.
Nella sua forma base i ballerini formano un cerchio aperto tenendosi per i mignoli. Il palmo della mano destra di ogni ballerino è rivolto verso l’alto, il palmo della mano sinistra è rivolto verso il basso. Il tempo della danza è binario e il passo è strutturato in questo modo:
1. sinistra, chiudo, sinistra (piede destro su);
2. destra, chiudo, destra (piede sinistro su).
La seconda serie di passi si effettua sul posto, in modo che il cerchio si muova costantemente in senso orario. Quando ci si sposta verso sinistra con le braccia si effettua un movimento ad asola verso l’alto, come per arrotolare qualcosa verso di sé. Durante il passo sul posto il medesimo movimento avviene verso il basso.
Nella sua forma base i ballerini formano un cerchio aperto tenendosi per i mignoli. Il palmo della mano destra di ogni ballerino è rivolto verso l’alto, il palmo della mano sinistra è rivolto verso il basso. Il tempo della danza è binario e il passo è strutturato in questo modo:
1. sinistra, chiudo, sinistra (piede destro su);
2. destra, chiudo, destra (piede sinistro su).
La seconda serie di passi si effettua sul posto, in modo che il cerchio si muova costantemente in senso orario. Quando ci si sposta verso sinistra con le braccia si effettua un movimento ad asola verso l’alto, come per arrotolare qualcosa verso di sé. Durante il passo sul posto il medesimo movimento avviene verso il basso.
10.05.2008
Farrotto con zucca e gorgonzola
Negli ultimi mesi sono stata così stanca da non aver più voglia di prepararmi da mangiare. L'ho sempre fatto, naturalmente, ma senza particolare entusiasmo ed accontentandomi di qualcosa di rapido. Domenica scorsa invece è scattata una sorta di reazione: ho sfogliato una rivista di cucina e ho deciso che era venuto il momento di ricominciare a coccolarsi anche così.
Inauguro quindi una nuova sezione del blog, dedicata ai miei esperimenti culinari. Lo so che il web è pieno zeppo di ricette, ma queste sono quelle che piacciono a me.
Il primo piatto che vi propongo è il risultato di una variante applicata ad un risotto visto al ristorante.
Dosi per 2 persone:
100 g di farro perlato
100 g di zucca (ma meglio forse un po' di più)
300 ml di brodo vegetale
1 cipolla piccola
olio di oliva
sale e pepe
gorgonzola cremoso a piacere
Ho tritato la cipolla e l'ho fatta dorare nell'olio. Ho aggiunto la zucca tagliata a pezzetti con un po' d'acqua. Ho coperto il tutto e l'ho lasciato cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Ho aggiunto il farro e l'ho fatto tostare per qualche minuto poi ho aggiunto gradualmente il brodo, allungando in "farrotto" man mano che procedeva la cottura. aggiustando di sale e pepe. Al termine della cottura ho tagliato il gorgonzola in fette sottili e l'ho disposto nei piatti, coprendolo con il farro.
E' ottimo accompagnato da un bicchiere di birra. Io ho usato una birra chiara, ma credo che anche una rossa ci stia bene.
Inauguro quindi una nuova sezione del blog, dedicata ai miei esperimenti culinari. Lo so che il web è pieno zeppo di ricette, ma queste sono quelle che piacciono a me.
Il primo piatto che vi propongo è il risultato di una variante applicata ad un risotto visto al ristorante.
Dosi per 2 persone:
100 g di farro perlato
100 g di zucca (ma meglio forse un po' di più)
300 ml di brodo vegetale
1 cipolla piccola
olio di oliva
sale e pepe
gorgonzola cremoso a piacere
Ho tritato la cipolla e l'ho fatta dorare nell'olio. Ho aggiunto la zucca tagliata a pezzetti con un po' d'acqua. Ho coperto il tutto e l'ho lasciato cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Ho aggiunto il farro e l'ho fatto tostare per qualche minuto poi ho aggiunto gradualmente il brodo, allungando in "farrotto" man mano che procedeva la cottura. aggiustando di sale e pepe. Al termine della cottura ho tagliato il gorgonzola in fette sottili e l'ho disposto nei piatti, coprendolo con il farro.
E' ottimo accompagnato da un bicchiere di birra. Io ho usato una birra chiara, ma credo che anche una rossa ci stia bene.
9.07.2008
Flessibilità o precarietà
La ripresa delle attività lavorative porta sempre con sé una dose consistente di riflessioni. Mi viene naturale. Credo sia una conseguenza del mio percorso travagliato, alla ricerca di una dimensione che davvero mi appartenga.
Penso che appaia ormai evidente a tutti la difficoltà in cui molti giovani italiani versano sotto il profilo lavorativo. Non ho voglia di mettermi a cercare indagini o numeri, ma mi faccio semplicemente portavoce (l'ennesima) di un disagio diffuso.
Flessibilità e precarietà sono concetti completamente diversi, spesso confusi per ragioni di comodo. Immagino che molti sarebbero ben felici di sentirsi flessibili, ma nessuno vorrebbe sentirsi precario. E' lo stesso per me, quindi mi ha molto incuriosito l'invito ad unirmi ad un gruppo presente su Facebook, ricevuto da uno dei miei contatti. Il sito cui il gruppo fa riferimento è www.flessibilieprecari.org
Ho appena cominciato la lettura, però mi sembra interessante.
Penso che appaia ormai evidente a tutti la difficoltà in cui molti giovani italiani versano sotto il profilo lavorativo. Non ho voglia di mettermi a cercare indagini o numeri, ma mi faccio semplicemente portavoce (l'ennesima) di un disagio diffuso.
Flessibilità e precarietà sono concetti completamente diversi, spesso confusi per ragioni di comodo. Immagino che molti sarebbero ben felici di sentirsi flessibili, ma nessuno vorrebbe sentirsi precario. E' lo stesso per me, quindi mi ha molto incuriosito l'invito ad unirmi ad un gruppo presente su Facebook, ricevuto da uno dei miei contatti. Il sito cui il gruppo fa riferimento è www.flessibilieprecari.org
Ho appena cominciato la lettura, però mi sembra interessante.
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