4.11.2009

Pasqua 2009

Egli ci lascia soli soltanto per il tempo che occorre al seme per germogliare.

3.26.2009

Una caduta non è la fine

Oggi ho ricevuto un grande dono. Tramite uno dei blog che seguo ho avuto la possibilità di guardare il video che segue e di conoscere grazie ad esso Nick Vujicic:


Credo che Nick sia una benedizione per tutti noi. Possano la forza e la gioia che traspaiono dal suo volto, dalle sue azioni e dalle sue parole contagiarci tutti e spingerci ad allargare i confini del nostro cuore e della nostra anima. Solo Nick sa attraverso quali sofferenze sia maturata questa sua eccezionale vitalità: possa il suo esempio ricordarci sempre che abbiamo tutto ciò che ci serve per essere felici.

http://www.lifewithoutlimbs.org/

3.25.2009

"Che oggi dimori la pace in te. Che tu sappia e abbia fiducia del fatto che sei esattamente nel luogo in cui devi stare. Che tu possa non dimenticare le possibilità infinite che sorgono attraverso la fede in te stessa e negli altri. Che tu possa utilizzare i doni che hai ricevuto, e possa passare ad altri l'Amore che hai ricevuto.Che tu possa essere felice della persona che sei, così come sei, in questo esatto momento.Permetti che questa consapevolezza penetri fino alle tue ossa, e permetti alla tua anima la libertà di cantare, ballare, pregare e amare. Tutto questo sta qui per ognuna e tutte noi."

Grazie Martina per avermi fatto conoscere questa preghiera. La trascrivo qui in modo che anche altri possano leggerla e farne tesoro.

3.24.2009

Siege of Ennis

Dopo aver descritto i tre passi base necessari per danzare la Siege of Ennis, è venuto il momento di spiegare come devono essere uniti fra loro. Lo so, lo so, è passato tanto tempo… Anch’io, purtroppo, sono stata costretta a prendermi una pausa dal corso. Se avete bisogno di un ripassino potete sempre dare un’occhiata ai seguenti post:

Skip
Rising step
Side step


Ma veniamo subito a noi. La Siege of Ennis è una danza che idealmente racconta un assedio. Secondo le informazioni che ho ricevuto dal mio insegnante, la sequenza dei passi rappresenta l’avvicinamento alle mura della città, il tentativo di oltrepassare le mura e il duello.

Vediamoli con ordine, cominciando dalla posizione di partenza. Ci si dispone in set composti da due file di quattro persone (due coppie per riga) poste una di fronte all’altra. I componenti di ciascuna coppia si tengono per la mano interna alla coppia stessa, intrecciandola in alto. La donna sta alla destra dell’uomo. Il braccio libero rimane sempre disteso lungo il fianco.

1. Due skip avanti, partendo con il piede destro, due skip indietro.
2. Come il punto 1.
3. Spostamento laterale: la coppia che si trova a destra si muove verso sinistra, passando davanti alla coppia che aveva a fianco; nello stesso tempo la coppia di sinistra si porta a destra, passando dietro all’altra coppia. Lo spostamento viene effettuato usando il passo laterale chiuso da rising step.
4. Spostamento laterale: come il punto 3; con questo ulteriore spostamento le coppie tornano ciascuna al proprio posto.
5. Duello: le persone che si trovano in posizione esterna nel set si avvicinano con skip di destro e sul secondo tempo della musica si danno la mano destra, incrociandola in alto e tenendo il gomito piegato, e girano in senso orario per quattro tempi, sempre con passo skip; sul quarto tempo si lasciano e invertono il giro dandosi la mano sinistra. Le quattro persone che si trovano nella parte interna del set fanno la stessa cosa, formando un gruppo al centro. Le donne poggiano le mani sopra quelle degli uomini. Terminati i due giri ciascuno torna al proprio posto.
6. Oltrepassamento delle mura: le coppie si avvicinano di nuovo con due skip (partendo sempre con il destro) e si allontanano con due skip all’indietro. A questo punto le coppie si incrociano con quattro skip avanti: le coppie che stanno dalla parte dei musicisti si danno la mano e alzano le braccia a formare degli archi, le altre coppie oltrepasseranno gli archi passando alla destra della persona che hanno di fronte. In questo modo ogni riga scalerà di una posizione e si formeranno nuovi set.

Attenzione: la riga che arriva in fondo e non trova un’altra riga di persone di fronte a sé rimane in pausa per un’intera sequenza. I componenti delle coppie si scambiano di posto, per cui nella sequenza seguente chi si trovava all’esterno del set sarà all’interno e viceversa.

Potete trovare l'intera sequenza in questo video, oppure in questo: http://www.youtube.com/watch?v=EuiM8GQ_NR8, peraltro utilissimo per capire bene i passi.

3.17.2009

La corazza di san Patrizio

Io oggi lego a me stesso
la potente virtù dell’invocazione della Santissima Trinità,
la fede nell’Essere Uno e Trino,
Creatore del Creato.
Io oggi lego a me stesso
il potere dell’incarnazione di Cristo e del suo battesimo,
il potere della sua crocifissione e della sua sepoltura,
il potere della sua resurrezione e della sua ascensione,
il potere della sua venuta per il Giudizio Universale.
Io oggi lego a me stesso
il potere nell’amore dei cherubini,
nell’obbedienza agli angeli,
nella speranza della resurrezione e della ricompensa,
nelle preghiere dei patriarchi,
nelle predizioni dei profeti,
nella predicazione degli Apostoli,
nella fede dei confessori,
nell’innocenza delle sante vergini,
nelle imprese degli uomini santi.
Io oggi lego a me stesso
la forza del Signore perché mi guidi,
il potere di Dio perché mi sostenga,
la saggezza di Dio perché mi istruisca,
l’occhio di Dio perché tenga il suo sguardo sopra di me,
l’orecchio di Dio perché mi oda,
la parola di Dio perché sia mio discorso,
la mano di Dio perché mi protegga,
la via di Dio perché si stenda davanti a me,
lo scudo di Dio perché mi sia riparo
L’esercito di Dio perché mi difenda
dai tranelli dei demoni,
dalle tentazioni dei vizi,
dai desideri della natura,
da chiunque mi voglia del male,
vicino e lontano,
solo e nella moltitudine.
Io ho invocato tutte queste forze
contro ogni crudele e impietoso potere che si opponga al mio corpo e alla mia anima
contro le stregonerie di falsi profeti,
contro le leggi nere del paganesimo,
contro le leggi false degli eretici,
contro la pratica dell’idolatria,
contro i sortilegi di streghe, degli stregoni e dei maghi,
contro ogni conoscenza che corrompe il corpo e l’anima dell’uomo.
Cristo fammi da scudo oggi
contro il veleno, contro il fuoco,
contro l’annegamento, contro ogni ferita,
così che io possa ricevere abbondante ricompensa.
Cristo sia con me, Cristo sia davanti a me,
Cristo sia dietro di me, Cristo sia in me,
Cristo sia sotto di me, Cristo sia sopra di me,
Cristo sia alla mia destra, Cristo sia alla mia sinistra,
Cristo sia nel cuore di ogni uomo che mi pensa,
Cristo sia sulle labbra di tutti coloro che mi parlano,
Cristo sia in ogni occhio che mi guarda,
Cristo sia in ogni orecchio che mi ascolta.
Io oggi lego me a me stesso
la fede potente dell’l’invocazione della Santissima Trinità,
la fede nell’Essere Uno e Trino,
il Creatore del Creato.
La salvezza appartiene al Signore.
la salvezza proviene da Cristo,
la tua salvezza, o Signore, sia con noi per sempre.
Amen.

Ho portato a casa con me questa preghiera al ritorno dal mio viaggio in Irlanda, la scorsa estate, un viaggio per cui ho molto da ringraziare. Vorrei celebrare così la festa di san Patrizio, oltre che con fiumi di birra.



3.16.2009

Insegnanti su Facebook: sì o no?

“Ma tu cosa ne pensi di Facebook?”
La domanda è arrivata ieri pomeriggio da un’amica insegnante in un liceo. La mia risposta è stata: “E’ uno strumento, nulla di più nulla di meno. Ha delle funzioni utili e permette di fare anche una serie infinita di stupidaggini. Puoi farne un uso intelligente o perderci tempo. Dipende. Io ho un mio profilo e sono passata dal chiedermi a cosa servisse, alla sorpresa di trovarci tanta gente, ad un’esplorazione smodata e, forse, adesso ad un uso più sensato, funzionale ad alcune mie attività.”
Credo che la mia posizione le sia piaciuta. Non ho tardato a scoprire quali erano i reali motivi della sua richiesta, anche perché avevo già avuto modo di rifletterci insieme ad un altro amico, anch’egli insegnante. La sua perplessità nei confronti di Facebook non nasceva infatti dalle caratteristiche dello strumento in sé, ma dall’uso di esso che ne fanno alcuni suoi colleghi, colpevoli a suo giudizio, di mettersi a scimmiottare i propri studenti. Non voglio mettermi ad indagare sulla questione, anche perché non avrei alcun titolo né informazione per farlo. Rispetto gli insegnanti che decidono di non aprire un profilo per non trovarsi in situazioni delicate nei confronti dei propri studenti e immagino che coloro che decidono invece di farlo siano mossi da ottime intenzioni. Vorrei invece fare mia un’affermazione di mio marito, che commentava così: visto che Facebook è tanto usato anche dai ragazzi, penso che gli insegnanti dovrebbero esserci e continuare a essere educatori anche lì, proponendo uno stile “diverso” (dove con diverso si intende diverso dal mordi e fuggi, dalla cretinata gratuita, dall’accontentiamoci della superficialità, basta esserci). Anche un profilo su Facebook e il suo uso possono essere un modo per essere di esempio.
Gli articoli allarmati e allarmanti in cui si mettono in luce le potenzialità distruttive dei social networking mi fanno francamente sorridere. E mi chiedo: ma la capacità di giudizio delle persone dov’è finita? E’ stata risucchiata nel cyberspazio? Oppure non è mai esistita? Se una tecnologia è in grado di controllarmi non credo che il problema stia nella tecnologia, semmai nella mia fragilità. Il vero guaio dei ragazzi non è internet, è il fatto di avere o meno davanti a sé giovani e adulti veramente adulti, testimoni credibili di un modo d’essere interessante, bello, soddisfacente, persone in cammino con pregi e difetti, consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse e costantemente impegnati a migliorare se stessi e il resto del mondo, anche attraverso Facebook.

3.13.2009

Una pausa da Internet per tornare alla realtà?

Il 23 febbraio sul sito del Corriere della sera è apparso un articolo di Francesco Alberoni dal titolo “Una moratoria per i giovani Spengano YouTube e chat Un modo per riprendere contatto con la realtà”. Il titolo mi ha fatto sorridere e, naturalmente, pensare. Così oggi, complice una pausa forzata, sono tornata a leggere quel testo con maggiore attenzione. Alberoni parte da una considerazione estremamente seria, riguardante l’uso di droghe che un tempo avremmo definito pesanti (cocaina, eroina) da parte di un numero a quanto pare elevato di adolescenti milanesi.Dalle interviste è emerso che uno dei canali attraverso i quali è possibile acquistare droga è proprio la rete.

 

Segue un’osservazione molto interessante che cito testualmente: “Questi adolescenti quando sono a scuola, in casa, quando si trovano con gli adulti non ascoltano. Comunicano solo all'interno del loro universo adolescenziale con mezzi che gli adulti non possono controllare: sms, Internet, chat, YouTube, altre web-tribù. Si incontrano di notte, nelle discoteche e nelle feste. Coi genitori recitano, e questi non sanno nulla della loro vita reale. Considerano i docenti dei falliti che insegnano cose inutili e guardano con compatimento gli psicologi. Fra loro parlano poco, piuttosto chattano e ascoltano musica.” (Per inciso: poveri noi adulti, mi farei qualche domanda sulla nostra capacità di essere punti di riferimento interessanti).

 

Sappiamo benissimo che questa descrizione non rende giustizia ai numerosissimi adolescenti e ragazzi che invece hanno un sacco di cose da fare, si impegnano con passione nelle loro attività quotidiane, dallo studio allo sport, ad un’arte o anche semplicemente un hobby e che sanno stare vicini alle persone a cui vogliono bene. Ma è anche vero che fotografa un aspetto della realtà che sarebbe sciocco ignorare o sottovalutare. Prosegue Alberoni: “La separazione fra il mondo giovanile e adulto è incominciato negli anni '60 del secolo scorso con i figli dei fiori, il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale. Molti di questi giovani hanno avuto problemi, ma perlomeno avevano radici e ideali. La nuova generazione non ha radici, non ha fondamenti etici, non ha cultura né classica, né politica.” Sono pienamente d’accordo con lui: il fatto che i giovani cerchino di staccarsi dal mondo degli adulti, siano in qualche modo ribelli, rifiutino parte di ciò che è loro proposto fa parte della vita, del percorso di crescita di ciascuno. Anch’io ho pensato per anni che non avrei fatto così oppure cosà (e in effetti non l’ho fatto, sono andata dritta per la mia strada facendo però tesoro dei consigli delle persone che amavo e stimavo). Il vero problema sta nell’assenza di fondamenti, di ideali, di cultura, di VOGLIA DI VIVERE. Ho appena messo il punto a questa frase e già il mio pensiero si ribella: ma siamo davvero sicuri che sia tutto qui? Gli adolescenti che vivono quasi solo nel web, gli adolescenti che si drogano, gli adolescenti che cercano il rischio lo fanno perché non hanno fondamenti, ideali, cultura, voglia di vivere? Mi viene il dubbio che non sia così semplice. Come continuo ad avere il dubbio che non basti la moratoria proposta (due mesi di chiusura di Internet, chat, discoteche) perché ricomincino ad interessarsi ad altro. Può essere uno stimolo certamente: io non guardo mai la TV e ho tempo per fare un sacco di altre cose. Ma non faccio tante altre cose perché non guardo la TV. E’ proprio il contrario: non trovo il tempo di guardare le boiate che trasmettono in TV (e nemmeno i buoni programmi) perché trovo più interessante fare mille altre cose. Un ostacolo serve a farci cambiare rotta solo se vogliamo veramente arrivare da qualche parte e solo nel momento in cui riusciamo a trasformarlo in opportunità. Quante volte una strada sbarrata ci ha semplicemente bloccato (=rinuncia) e quante volte è diventata stimolo per trovarne un’altra (=apprendimento, scoperta)? Soltanto noi possiamo trasformare una mancanza in risorsa: la necessità non si fa di per sé virtù.

Ma questo è positivo, perché ciascuno di noi ha la straordinaria possibilità di imparare che ogni cosa può diventare bene e di rendere testimonianza di questo. Chissà che questo piccolo passo non ci renda già adulti più credibili.