Negli ultimi mesi sono stata così stanca da non aver più voglia di prepararmi da mangiare. L'ho sempre fatto, naturalmente, ma senza particolare entusiasmo ed accontentandomi di qualcosa di rapido. Domenica scorsa invece è scattata una sorta di reazione: ho sfogliato una rivista di cucina e ho deciso che era venuto il momento di ricominciare a coccolarsi anche così.
Inauguro quindi una nuova sezione del blog, dedicata ai miei esperimenti culinari. Lo so che il web è pieno zeppo di ricette, ma queste sono quelle che piacciono a me.
Il primo piatto che vi propongo è il risultato di una variante applicata ad un risotto visto al ristorante.
Dosi per 2 persone:
100 g di farro perlato
100 g di zucca (ma meglio forse un po' di più)
300 ml di brodo vegetale
1 cipolla piccola
olio di oliva
sale e pepe
gorgonzola cremoso a piacere
Ho tritato la cipolla e l'ho fatta dorare nell'olio. Ho aggiunto la zucca tagliata a pezzetti con un po' d'acqua. Ho coperto il tutto e l'ho lasciato cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Ho aggiunto il farro e l'ho fatto tostare per qualche minuto poi ho aggiunto gradualmente il brodo, allungando in "farrotto" man mano che procedeva la cottura. aggiustando di sale e pepe. Al termine della cottura ho tagliato il gorgonzola in fette sottili e l'ho disposto nei piatti, coprendolo con il farro.
E' ottimo accompagnato da un bicchiere di birra. Io ho usato una birra chiara, ma credo che anche una rossa ci stia bene.
10.05.2008
9.07.2008
Flessibilità o precarietà
La ripresa delle attività lavorative porta sempre con sé una dose consistente di riflessioni. Mi viene naturale. Credo sia una conseguenza del mio percorso travagliato, alla ricerca di una dimensione che davvero mi appartenga.
Penso che appaia ormai evidente a tutti la difficoltà in cui molti giovani italiani versano sotto il profilo lavorativo. Non ho voglia di mettermi a cercare indagini o numeri, ma mi faccio semplicemente portavoce (l'ennesima) di un disagio diffuso.
Flessibilità e precarietà sono concetti completamente diversi, spesso confusi per ragioni di comodo. Immagino che molti sarebbero ben felici di sentirsi flessibili, ma nessuno vorrebbe sentirsi precario. E' lo stesso per me, quindi mi ha molto incuriosito l'invito ad unirmi ad un gruppo presente su Facebook, ricevuto da uno dei miei contatti. Il sito cui il gruppo fa riferimento è www.flessibilieprecari.org
Ho appena cominciato la lettura, però mi sembra interessante.
Penso che appaia ormai evidente a tutti la difficoltà in cui molti giovani italiani versano sotto il profilo lavorativo. Non ho voglia di mettermi a cercare indagini o numeri, ma mi faccio semplicemente portavoce (l'ennesima) di un disagio diffuso.
Flessibilità e precarietà sono concetti completamente diversi, spesso confusi per ragioni di comodo. Immagino che molti sarebbero ben felici di sentirsi flessibili, ma nessuno vorrebbe sentirsi precario. E' lo stesso per me, quindi mi ha molto incuriosito l'invito ad unirmi ad un gruppo presente su Facebook, ricevuto da uno dei miei contatti. Il sito cui il gruppo fa riferimento è www.flessibilieprecari.org
Ho appena cominciato la lettura, però mi sembra interessante.
7.31.2008
Conto alla rovescia: -2!

Nell'aria si comincia a sentire profumo di vacanza. Mancano solo due giorni alla partenza: destinazione Irlanda. Se penso a quanto ho desiderato questo viaggio provo un immenso stupore. Questa volta ci siamo, sarò davvero lì.
Chissà se riusciremo, nel nostro vagabondare lungo le coste, ad incontrare qualcuno, a fermarci a scambiare un paio di chiacchiere. Questa volta sono più curiosa del solito. Sarà perché tutti me ne hanno parlato bene, sarà perché tutti sono tornati entusiasti. Sono terribilmente felice.
(PS: l'immagine che vedete proviene da alon3.splinder.com. Spero non si arrabbi!)
7.30.2008
Ritorno

Dall'ultimo post pubblicato su questo blog è passata praticamente una vita. Quindi mi sembra giunto il momento di rimediare, anche se si tratterà- come scoprirete presto- di un rimedio temporaneo.
Ogni volta che tra una cosa e un'altra trascorre quello che io giudico un periodo eccessivo di tempo mi ritorna alla mente un'intervista letta anni fa, in cui una giovane, malata di AIDS, dichiarava che a suo parere a ciascuno era concesso un tempo giusto. Lei così giovane e, all'epoca praticamente condannata a morire, non si sentiva colpita da un'ingiustizia. Riteneva di avere avuto tempo a sufficienza per vivere.
Io tante volte invece vorrei che le mie giornate (o forse le mie energie) durassero il doppio.
Ricordare le sue parole è un invito continuo a tenere sott'occhio l'uso che faccio di questa risorsa preziosa e terribilmente deperibile.
5.18.2008
Musica e videogiochi
Ieri mattina mio cugino D. mi ha portato due spartiti trovati in Internet. Sono parti della colonna sonora di un videogioco, Kingdom Hearts, trascritte per pianoforte. Non avevo mai pensato che si potesse considerare la cosa da questo punto di vista, cioè che si potesse affrontare lo studio del pianoforte prendendo spunto anche dalla propria passione per i videogames. Il piccolo shock è stato molto positivo e così, complici un ragazzino curioso e Youtube, sono partita alla scoperta di questo universo parallelo. Se volete provare a fare altrettanto vi segnalo il sito di Sebastian Wolff, che ringrazio per tutto il materiale che mette a disposizione: http://sebastianwolff.info/index.phpPoi potete fare un salto su YouTube, dove potete trovare facilmente musica come questa:
4.20.2008
abilità diverse
Non sono mai stata a stretto contatto con persone che oggi si definirebbero diversamente abili. Le uniche occasioni in cui ho avuto modo di incontrarle sono state talmente rapide che qualsiasi giudizio sarebbe da parte mia superficiale, anche se non riesco a togliermi dalla testa la luce che emanava da un paio di occhi neri che avresti detto crocifissi...
Un giorno sfogliavo uno di quei quotidiani gratuiti che distribuiscono in metropolitana e mi sono inbattuta in un'intervista che aveva dell'incredibile. Mi sono riproposta di conservare il giornale e di tornarci sopra con più calma. Proposito vano: non ho idea di dove sia finito. Per fortuna mi ricordavo almeno il cognome dell'uomo intervistato, un certo Imprudente.
E' stato facile risalire a lui, visto la quantità straordinaria di attività in cui si impegna.
Claudio Imprudente è infatti tra fondatori di Maranà-tha, comunità di famiglie che accoglie bambini in affido, persone con disagi psichici e sociali, donne sole con bimbi; presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna; direttore della rivista “HP- Accaparlante”; animatore e ideatore del “Progetto Calamaio”, che propone percorsi formativi sulla diversità al mondo della scuola, dell’università, del lavoro.
Claudio è affetto da tetraparesi spastica, non può comunicare oralmente, ma attraverso una tavoletta di plexiglas con le lettere dell’alfabeto, che indica con lo sguardo.
Dell'intervista perduta mi rimane un ricordo impreciso: se non sbaglio, Claudio accennava al fatto che, quando incontra qualcuno, è suo "compito" mettere l'altro a proprio agio. E noi poveretti che ci diciamo bravo perché pensiamo di fare del bene! E' proprio vero che ciascuno di noi è un mondo straordinario.
Claudio è un uomo che vorrei conoscere e probabilmente glielo farò sapere.
Un giorno sfogliavo uno di quei quotidiani gratuiti che distribuiscono in metropolitana e mi sono inbattuta in un'intervista che aveva dell'incredibile. Mi sono riproposta di conservare il giornale e di tornarci sopra con più calma. Proposito vano: non ho idea di dove sia finito. Per fortuna mi ricordavo almeno il cognome dell'uomo intervistato, un certo Imprudente.
E' stato facile risalire a lui, visto la quantità straordinaria di attività in cui si impegna.
Claudio Imprudente è infatti tra fondatori di Maranà-tha, comunità di famiglie che accoglie bambini in affido, persone con disagi psichici e sociali, donne sole con bimbi; presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna; direttore della rivista “HP- Accaparlante”; animatore e ideatore del “Progetto Calamaio”, che propone percorsi formativi sulla diversità al mondo della scuola, dell’università, del lavoro.
Claudio è affetto da tetraparesi spastica, non può comunicare oralmente, ma attraverso una tavoletta di plexiglas con le lettere dell’alfabeto, che indica con lo sguardo.
Dell'intervista perduta mi rimane un ricordo impreciso: se non sbaglio, Claudio accennava al fatto che, quando incontra qualcuno, è suo "compito" mettere l'altro a proprio agio. E noi poveretti che ci diciamo bravo perché pensiamo di fare del bene! E' proprio vero che ciascuno di noi è un mondo straordinario.
Claudio è un uomo che vorrei conoscere e probabilmente glielo farò sapere.
4.14.2008
Silenzi
E' passato quasi un mese dal mio ultimo post, un mese faticoso, denso di impegni, in bilico tra novità e insicurezze. Ho pensato spesso di tornare a scrivere, ma ogni volta mi mancavano le forze per organizzare i pensieri.
Però nel fine settimana si è materializzata una piccola intuizione: questa assenza è stata simile ad un momento di forzato silenzio. Ma mi rendo subito conto che si tratta di una somiglianza solo esteriore. Penso che il silenzio sia cosa molto buona, perché racchiude in sé la possibilità di attingere ad un nutrimento che altrimenti ci sfugge. Non penso infatti all'assenza di suono, ma alla pace dei pensieri.
Io invece ho vissuto nella lontanza dai miei pensieri, non nella loro pace. Forse per questo ho l'impressione di non aver raccolto neppure briciole di chiarezza.
E' un'ottima intuizione, credo. Mi offre la possibilità di tornare ad ascoltare, questa volta per davvero.
Però nel fine settimana si è materializzata una piccola intuizione: questa assenza è stata simile ad un momento di forzato silenzio. Ma mi rendo subito conto che si tratta di una somiglianza solo esteriore. Penso che il silenzio sia cosa molto buona, perché racchiude in sé la possibilità di attingere ad un nutrimento che altrimenti ci sfugge. Non penso infatti all'assenza di suono, ma alla pace dei pensieri.
Io invece ho vissuto nella lontanza dai miei pensieri, non nella loro pace. Forse per questo ho l'impressione di non aver raccolto neppure briciole di chiarezza.
E' un'ottima intuizione, credo. Mi offre la possibilità di tornare ad ascoltare, questa volta per davvero.
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