7.31.2008

Conto alla rovescia: -2!


Nell'aria si comincia a sentire profumo di vacanza. Mancano solo due giorni alla partenza: destinazione Irlanda. Se penso a quanto ho desiderato questo viaggio provo un immenso stupore. Questa volta ci siamo, sarò davvero lì.


Chissà se riusciremo, nel nostro vagabondare lungo le coste, ad incontrare qualcuno, a fermarci a scambiare un paio di chiacchiere. Questa volta sono più curiosa del solito. Sarà perché tutti me ne hanno parlato bene, sarà perché tutti sono tornati entusiasti. Sono terribilmente felice.


(PS: l'immagine che vedete proviene da alon3.splinder.com. Spero non si arrabbi!)

7.30.2008

Ritorno


Dall'ultimo post pubblicato su questo blog è passata praticamente una vita. Quindi mi sembra giunto il momento di rimediare, anche se si tratterà- come scoprirete presto- di un rimedio temporaneo.

Ogni volta che tra una cosa e un'altra trascorre quello che io giudico un periodo eccessivo di tempo mi ritorna alla mente un'intervista letta anni fa, in cui una giovane, malata di AIDS, dichiarava che a suo parere a ciascuno era concesso un tempo giusto. Lei così giovane e, all'epoca praticamente condannata a morire, non si sentiva colpita da un'ingiustizia. Riteneva di avere avuto tempo a sufficienza per vivere.

Io tante volte invece vorrei che le mie giornate (o forse le mie energie) durassero il doppio.

Ricordare le sue parole è un invito continuo a tenere sott'occhio l'uso che faccio di questa risorsa preziosa e terribilmente deperibile.

5.18.2008

Musica e videogiochi

Ieri mattina mio cugino D. mi ha portato due spartiti trovati in Internet. Sono parti della colonna sonora di un videogioco, Kingdom Hearts, trascritte per pianoforte. Non avevo mai pensato che si potesse considerare la cosa da questo punto di vista, cioè che si potesse affrontare lo studio del pianoforte prendendo spunto anche dalla propria passione per i videogames. Il piccolo shock è stato molto positivo e così, complici un ragazzino curioso e Youtube, sono partita alla scoperta di questo universo parallelo. Se volete provare a fare altrettanto vi segnalo il sito di Sebastian Wolff, che ringrazio per tutto il materiale che mette a disposizione: http://sebastianwolff.info/index.phpPoi potete fare un salto su YouTube, dove potete trovare facilmente musica come questa:

4.20.2008

abilità diverse

Non sono mai stata a stretto contatto con persone che oggi si definirebbero diversamente abili. Le uniche occasioni in cui ho avuto modo di incontrarle sono state talmente rapide che qualsiasi giudizio sarebbe da parte mia superficiale, anche se non riesco a togliermi dalla testa la luce che emanava da un paio di occhi neri che avresti detto crocifissi...

Un giorno sfogliavo uno di quei quotidiani gratuiti che distribuiscono in metropolitana e mi sono inbattuta in un'intervista che aveva dell'incredibile. Mi sono riproposta di conservare il giornale e di tornarci sopra con più calma. Proposito vano: non ho idea di dove sia finito. Per fortuna mi ricordavo almeno il cognome dell'uomo intervistato, un certo Imprudente.
E' stato facile risalire a lui, visto la quantità straordinaria di attività in cui si impegna.
Claudio Imprudente è infatti tra fondatori di Maranà-tha, comunità di famiglie che accoglie bambini in affido, persone con disagi psichici e sociali, donne sole con bimbi; presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna; direttore della rivista “HP- Accaparlante”; animatore e ideatore del “Progetto Calamaio”, che propone percorsi formativi sulla diversità al mondo della scuola, dell’università, del lavoro.
Claudio è affetto da tetraparesi spastica, non può comunicare oralmente, ma attraverso una tavoletta di plexiglas con le lettere dell’alfabeto, che indica con lo sguardo.
Dell'intervista perduta mi rimane un ricordo impreciso: se non sbaglio, Claudio accennava al fatto che, quando incontra qualcuno, è suo "compito" mettere l'altro a proprio agio. E noi poveretti che ci diciamo bravo perché pensiamo di fare del bene! E' proprio vero che ciascuno di noi è un mondo straordinario.
Claudio è un uomo che vorrei conoscere e probabilmente glielo farò sapere.

4.14.2008

Silenzi

E' passato quasi un mese dal mio ultimo post, un mese faticoso, denso di impegni, in bilico tra novità e insicurezze. Ho pensato spesso di tornare a scrivere, ma ogni volta mi mancavano le forze per organizzare i pensieri.
Però nel fine settimana si è materializzata una piccola intuizione: questa assenza è stata simile ad un momento di forzato silenzio. Ma mi rendo subito conto che si tratta di una somiglianza solo esteriore. Penso che il silenzio sia cosa molto buona, perché racchiude in sé la possibilità di attingere ad un nutrimento che altrimenti ci sfugge. Non penso infatti all'assenza di suono, ma alla pace dei pensieri.
Io invece ho vissuto nella lontanza dai miei pensieri, non nella loro pace. Forse per questo ho l'impressione di non aver raccolto neppure briciole di chiarezza.
E' un'ottima intuizione, credo. Mi offre la possibilità di tornare ad ascoltare, questa volta per davvero.

3.21.2008

Buona Pasqua

Ascolta





Il tempo è compiuto, Signore Dio,
dove il banchetto si fa cena eterna,
il pane è diviso
e il vino è versato.
Così la tua salvezza si fa cena
che offre ai piccoli il cibo della vita.

Ora il mistero è rivelato,
accetti il buio della notte,
all’uomo triste che tradisce
regali il bacio dell’amico.

Il tempo è compiuto, Signore Dio,
dove le spine si fan pena e pianto,
la veste è deposta
e il seme è gettato.
Così la tua salvezza si fa croce
che offre ai deboli la grazia del perdono.

Ora il mistero è rivelato,
sopporti il peso della croce,
all’uomo schiavo del peccato
ridoni il senso della vita.

Il tempo è compiuto, Signore Dio,
dove la croce si fa cielo e terra
la vita è affidata
e il sangue è donato.
Così la tua salvezza si fa pace
che offre agli uomini il segno dell’amore.

Ora il mistero è rivelato,
riveli il senso della storia,
all’uomo errante di ogni tempo
prometti il sole della Pasqua.
(testo di don Giorgio Busa, musica di Roberto Bacchini)

3.20.2008

Sconfitte o svolte?

Telefono alla mia amica S. per farle gli auguri di Pasqua con tutta calma e scambiare quattro chiacchiere. Si parla di lavoro, stanchezza, sensazioni di smarrimento, voglia di capire in che direzione muoversi... Una telefonata leggera, ma ad alto rischio depressivo.
Ed ecco che mi ricapita sotto gli occhi un bell'articolo apparso tempo fa su L'Espresso: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Siate-curiosi-siate-folli/1463668.
Mi era piaciuto allora e sono contenta di averlo riletto oggi. L'autore è Steve Jobs (Apple). Jobs racconta tre episodi della sua vita che da apparente sconfitta si sono tramutati in opportunità: l'abbandono del college, il licenziamento da parte di Apple nel 1985, la scoperta di un tumore per fortuna ben curato. A posteriori Jobs riconosce che questi momenti dolorosi hanno aperto nuove strade, gli hanno permesso di intuire realtà che prima rimanevano nascoste.
Un amico a cui avevo girato il link ha commentato: certo, è facile per uno come Jobs (Apple, NeXT, Pixar) parlare così. Non credo: che cos'ha di diverso da me? Non penso che per lui sia stato facile lasciare il college, sapendo che la sua famiglia aveva fatto sacrifici per dargli questa possibilità, accettare di essere licenziato da una società che aveva contribuito a creare, accorgersi che la morte camminava al suo fianco. Jobs stesso lo dichiara e precisa:
Non è possibile 'unire i puntini' guardando avanti; si può unirli solo dopo, guardandoci all'indietro. Così, bisogna aver sempre fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. [...] Perché credere che alla fine i puntini si uniranno ci darà la fiducia necessaria per seguire il nostro cuore anche quando questo ci porterà lontano dalle strade più sicure e scontate, e farà la differenza nella nostra vita.
Si tratta di avere fede, di quella fede che tanti dichiarano di non avere, ma della quale si sente sempre bisogno, che si tratti di una religione o di un semplice anelito dello spirito.
Ho appeso l'articolo di Jobs in cucina, per ricordarmi che tutti abbiamo un mare di possibilità, ma anche che queste non sono sufficienti:
Bisogna trovare quel che amiamo. [...] Chi non l'ha ancora trovato, deve continuare a cercare. [...] E, come in tutte le grandi storie d'amore, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano (e su questa affermazione varrebbe la pena di aprire un altro post! ndr). Perciò, bisogna continuare a cercare sino a che non lo si è trovato.